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Il 29 gennaio di quest’anno il C.I.M. (Comitato Internazionale del Mediterraneo dello yachting classico) ha radunato nello Yacht Club di Monaco gli organizzatori delle principali regate mediterranee per barche d’epoca e classiche, dal 1998 disputate secondo le norme emanate dal C.I.M. stesso. Questa prima convocazione è pertanto una vera innovazione ed è espressione di una tendenza al rinnovamento, che si rivelerà decisamente feconda.

L’incontro, cui erano stati invitati i rappresentanti di Antibes, Cannes e Saint-Tropez, per la Francia, di Barcellona e di Mahón, per la Spagna, e di Imperia, Argentario e Napoli, per l’Italia, si è protratto per ore in un’atmosfera veramente cordiale. Come era del resto prevedibile, non ha condotto alla formulazione di programmi, ma ha reso evidenti auspici, aspirazioni ed intenti.

Prima che si passasse all’esame dei temi e dei problemi di maggior interesse comune, l’attenzione dei presenti è stata richiamata su due fenomeni piuttosto infausti: la migrazione verso le acque dell’Europa settentrionale degli yachts metrici e la dilagante tendenza alla ricerca della vittoria spettacolare, anche a costo del sacrificio dell’originalità dello yacht, che sta soppiantando quella specie di “arte di vita” per cui la regata era il coronamento di una consuetudine che legava l’armatore alla sua barca gelosamente preservata e custodita per tradizione ben spesso familiare.

Mentre sull’uniformità della suddivisione in gruppi, gli intervenuti hanno dimostrato forti perplessità, dettate dalla diversa configurazione della flotta che ognuno di loro si trovava dinanzi, vi è stata generale concordia sull’esigenza che ogni yacht abbia un solo certificato di stazza per stagione e sulla necessità che la formula di stazza e il testo del relativo Regolamento siano portati alla generale conoscenza e comprensione.

Pari concordia si è manifestata sull’istituzione di un Circuito CIM con un suo trofeo da contendere su sei raduni (due in Francia, due in Spagna e due in Italia) ai quali ad anni alterni se ne aggiungerebbe uno a Monaco.

La certezza che esso possa prendere avvio già nel 2020 è purtroppo ancora lontana.